E’ la frazione del comune di Saviore dell’Adamello che ha il maggior numero di abitanti. Il sito è quasi certamente sorto con la precisa funzione strategica di controllo del Passo di Campo, sebbene alcune fonti, più aneddotiche che fondate, lo designino come colonia penale. Purtroppo l’incendio del 15 aprile 1909, che distrusse quasi completamente il paese, non ha lasciato molte abitazioni caratteristiche e l’aspetto originario del paese è snaturato. La data più antica, 1567, si trova al n°3 di via Angelo Zendrini. La chiesa parrocchiale di San Bernardino, inaugurata nel 1685, è nel centro storico, attaccata alla casa canonica. Sulla strada che conduce alla Val Adamé sorge, dal 1804, la Cappella dei Mòrch de Töle, a ricordo di sette persone travolte da una slavina. Fino a qualche anno fa conservava gli ex voto dei fedeli. Sotto l’abitato scorre il torrente Adamé, anticamente chiamato Frigieno. Nei dintorni del paese, nel bosco, vi sono numerosi piccoli terrazzamenti chiamati iài (sing. iàl), spiazzi sui quali costruivano piramidi di legno (poiàcc) per fabbricare il carbone.
STORIA
La storia del paese di Valle è legata alle vicende del Passo di Campo, passaggio cruciale verso il Trentino. Un nucleo urbano in epoca preistorica è accertato dalla presenza delle Tambe dei Pagà, antiche miniere adibite all’estrazione del rame. In epoca medievale, anche Valle si era costituito in Vicinia, accanto a Cevo e Saviore. Nell’archivio parrocchiale di Valle sono conservati i registri di battesimo più antichi della Valsaviore, dall’anno 1575. Nel libro Provisioni per la Spetabil Vicinia di Valle sono invece registrati gli atti compiuti tra il 1776 e il 1817. Riguardano rapporti di diritto pubblico e privato. Nel Cinquecento, sotto la dominazione veneziana, emerge l’influenza della famiglia Zendrini, dalla quale nacque, nel 1679, Bernardino, illustre matematico, medico e astronomo della Serenissima, progettista dei Murazzi. A causa di una particolare conformazione idrogeologica, nel corso dei secoli a Valle si sono succeduti avvenimenti disastrosi: nel 1791 si parla di piogge incessanti e violente che causarono enormi danni e provocarono frane intorno al centro abitato; il 10 novembre del 1889 una frana distrusse una casa e ne danneggiò un’altra, portando alla luce rovine di un edificio più antico. L’alluvione del settembre 1960 travolse la segheria e distrusse il mulino, la cui macina si trova ancora nel torrente. Nell’agosto del 1987, in località Cüss, una donna perse la vita, travolta dal torrente Adamé. In seguito a questa vicenda e grazie ai fondi stanziati dalla Legge Valtellina, si è provveduto a ricostruire la zona, irreggimentando il torrente, consolidando le frane e installando impianti di monitoraggio.
TOPONIMO
Il toponimo Valle indica quella parte del territorio di Saviore sita nel luogo più inoltrato della valle. Anticamente i termini “Saviore a valle” e “Saviore al ponte” designavano le due località omonime.



